Sirin: Dall’Antica Mitologia alla Magnificenza nei gioielli

Quelli di noi che amano un lusso elegante e che ricercano il massimo in termini di creazioni artistiche, vivono in un mondo pieno di creature mitologiche, un mondo dove la bellezza finale si combina con il meglio degli elementi della natura per creare poteri magici.

Le nostre vite comprendono la ricerca di queste creature uniche, unicorni, sirene e fate, e la gioia che queste possono offrire. Al Salone dei Gioielli di Dubai, ne ho scoperto uno, la Sirin, la leggendaria creatura femminile con il corpo di un uccello del paradiso e la testa e il torace di una bella donna che cantavo meravigliosi inni sulla gioia che ancora deve arrivare. Questa Sirin si ritrova nelle leggende russe ed è tornata in vita nel 1990 dai maestri artigiani della fabbrica di magici gioielli di famiglia di Mosca quando hanno cercato un'immagine che rappresentasse la loro arte e le sfide che accettano.

La prima immagine che ho avuto della bellezza della Sirin è stata quella di un cavallo d'argento (il nome della statua - Le Allure), forse uno stallone arabo creato per questa mostra a Dubai, in piedi su una base di serpentina. Le briglie e le cinghie erano di oro 18 carati e decorate con diamanti e rubini. Ma ciò che mi ha colpito è stata la posa, un trotto esteso di dressage, un cavallo in perfetto equilibrio.

Sopra questa magnifica scultura coperta di gioielli vi era uno stallone rampante simile, di argento scuro, chiamato Akhal-Teke. Questo è decorato con diamanti e turchesi. Nei due ripiani sottostanti si trovavano cammelli arabi, uno cavalcato da un beduino che mi ha ricordato l'arrivo di Sherif Ali (Omar Sharif) in Lawrence d'Arabia. Affascinato da queste sculture che mi creavano immagini meravigliose, ho cercato di saperne di più sulla maestria della squadra conosciuta come Sirin.

Sono stato subito attratto da due scatole smaltate e da una libellula in un oro e smalto trasparente. E' stato mentre ascoltavo la spiegazione sulle diverse fasi di produzione e sulla selezione della purezza dell'oro, che ho iniziato a capire la profondità della scienza, della tecnologia e gli anni di esperienza artigianale che sono necessari per produrre queste opere d'arte apparentemente perfette. Per uno specialista tecnico come me, la dimostrazione della trasparenza negli smalti - nei vetri smaltati, oltre la purezza dei colori nelle forme che ricordano una miniatura di una vetrata, hanno creato un'impressione durevole.

Sirin è formata da artisti e artigiani con grande esperienza le cui opere hanno vinto riconoscimenti in Russia e all'estero. Sirin, come suggerisce il nome, attinge alla tradizione, ma è orgogliosa dello stile russo a cavallo fra il 20° e il 21° secolo. Sirin è stata parte della rinascimento dell’arte russa in particolarmente nel periodo imperiale - che si collega alle grandi creazioni delle Uova di Pasqua di Fabergé e della sua squadra. In realtà, questa squadra, che è diventata Sirin, era stata incaricata di creare un supporto d'oro per un Uovo Imperiale di Pasqua di Faberge nel 1908.

Gran parte della creatività di Sirin è rappresentata da fantastici 'oggetti d'arte', questo termine francese è conosciuto come 'obzhedar' nella lingua russa, e mi ha richiamato di nuovo le creazioni di Cellini in Italia e in Francia nel 1500 e fino al periodo Russo precedente che ha ispirato Fabergé, e potevo sentire l'importanza della tradizione che sottende uso delle tecnologie moderne accanto all’esperienza artigianale.

Le opere di Sirin combinano l'antico e il moderno. Un guscio di Nautilus, di 5 milioni di anni, è montato in argento finemente traforato attraverso il quale si può trovare il segreto, una perla. Le parole sono insufficienti. Cercate e ammirate con qualche gelosia questo 'porta biglietti da visita' che solo una persona può acquistare. Naturalmente, la gioia per una squadra di grandi artigiani è la creazione delle uova di Pasqua, ognuna con una sorpresa diversa. Sirin ha vinto il Gran-Prix in Russia con il suo Uovo di Pasqua 'Solennità di Maria Santissima Madre di Dio'. Il collegamento delle uova con l’antichità è una zanna di un mammut scolpita incorniciata in oro e tempestata di diamanti.

Le opere di Sirin si possono trovare in ambasciate e palazzi in tutto il mondo e in collezioni private dei più famosi collezionisti. Per trovare Sirin in una fiera internazionale e per condividere la gioia di diventare un membro della famiglia di collezionisti Sirin, contattare Anastasiia o chiacchierate con Gavin sulle creazioni, che non hanno alcun uso pratico se non la gioia di ammirare grande la loro meraviglia artistica, e alcuni degli oggetti belli Sirin che hanno alcune applicazioni pratiche come, ad esempio, i loro gloriosi cofanetti smaltati.

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Natalino Pagano, il discepolo di Adriano Olivetti

Ho conosciuto molti ex dipendenti di Adriano Olivetti e tutti mi hanno tessuto le sue lodi ma, a Trani, Natalino Pagano è andato oltre ed ha continuato a realizzare il sogno di Adriano. Un vero maestro ha bisogno di discepoli che perpetuino i suoi insegnamenti rendendoli vivi e presenti, facendoli uscire dalle pagine della storia.

Il cavalier Natalino è un imprenditore pugliese e la sua azienda SECA crea allestimenti di spazi comuni da oltre trenta anni. Il suo spirito intraprendente si manifesta presto e già prima dei diciotto anni aveva aperto una radio e un giornale locale. Subito dopo le scuole parte per il nord per “imparare un mestiere” e arriva nel reparto tecnico della Olivetti, dove si imbeve dello spirito di Adriano.

L’Olivetti non era solo un centro di creatività e produzione industriale, ma era un esperimento sociale dove si fondevano cultura umanistica e tecnologica, dove non esistevano lavoratori ma collaboratori, dove le esigenze dell’uomo venivano prima del profitto.

Natalino è un giovane curioso e inizia a lavorare sulle macchine per scrivere ammirandone la complessità tecnologica e la precisione della meccanica. Assorbe lo spirito che lo circonda ma la sua indole è quella di creare anche lui qualcosa e, contro corrente, decide di tornare a Trani ed aprire una impresa di riparazione macchine per scrivere. Eppure, quando si rivolge alla Olivetti lo fa in prima persona, ancora coinvolto dallo spirito di questa impresa.

“La prima macchina di Camillo Olivetti la M1 era composta da circa 6000 pezzi, la sua evoluzione la M 20, ne aveva circa la metà. Un capolavoro di ingegneria. Una macchina per scrivere è bella da osservare, studiare e ascoltare quando funziona. Era un piacere personale toccarle e rimetterle in funzione”

La sua impresa cresce, la sua creatività lo porta ad aggiungere servizi e a spostarsi nel settore attiguo dell’arredamento per uffici e infine ad allestire musei, sale conferenze e centri direzionali. Nel frattempo, ogni volta che qualcuno buttava una vecchia macchina per scrivere, Natalino la raccoglieva, la sistemava e la metteva in mostra a casa sua. La collezione cresce a tal punto che decide di allestire uno spazio all’interno della sua impresa nella sala formazione, con la perplessità dei collaboratori che si vedevano ridotti i loro spazi operativi. Sanno che Natalino ama il suo lavoro e li considera la sua famiglia, ma non condividono da subito la passione del collezionista.

Infatti, lo spirito del collezionista inizia a prendere il sopravvento e, finita la collezione di tutte le macchine Olivetti, Natalino sfida se stesso per trovare in giro per il mondo tutti i “primi esemplari” delle grandi imprese statunitensi e tedesche per poi poter pensare a qualcosa di diverso.

“Sono un imprenditore e anche quando ho un sogno cerco di crearmi obiettivi intermedi e il traguardo finale, quello del museo. La mia è una lucida follia che condivido con Isabella”

Isabella entra in punta di piedi ma è la sua ancora e con lei condivide tutti i sogni ed anche quello di donare ad una fondazione la loro collezione per renderla fruibile agli appassionati e metterla al servizio della vita sociale della loro comunità di Trani. E’ lei la presidente della Fondazione SECA che gestisce il Museo delle Macchine per Scrivere.

La Fondazione SECA e il Museo delle macchine da scrivere


SECA si intreccia nella vita di Natalino in molti modi. Aveva impegnato diverso tempo a creare un acronimo per la sua impresa e “Servizi Elettronici per la Contabilità Aziendale”  che gli sembrava il giusto equilibrio professionale. Ma non poteva essere il nome della Fondazione.

SECA diventa "Scripturae Evolutio Cum Arte" (L'evoluzione della scrittura con arte) e la fondazione  crea il Museo della Macchina per scrivere e prende in carico il Museo Diocesiano e il Museo della Sinagoga di Sant’Anna in un edificio proprio nella piazza di fronte alla incredibile Cattedrale di Trani. Con una tale vista sul mare da dare la sensazione di essere su una barca.

Già prima della sua apertura, il passa parola ha raggiunto i maggiori editori italiani e la presidente del Parlamento italiano che sono venuti a visitarlo. Ma la magia che si trova non è descrivibile dal lungo elenco di macchine esposte. Si può restare sorpresi dalla evoluzione ingegneristica della parte tecnica, dalla ‘storia di costume’ della sua immediata connessione con il mondo femminile, della arguzia delle apparecchiature militari o dei giochi per bambini. Si può restare stupiti di fronte ad una macchina con carrello al contrario per gli arabi e gli ebrei o alla complessità di una giapponese.

Si può restare stupiti di fronte a quella di Jan Fleming (James Bond) o a quella nazista. Si può contrapporre il pragmatismo delle macchine americane con la solidità di quelle tedesche ed infine con il design italiano. Si può leggere il museo in tanti modi ma quello che è certo è che vi si può leggere una parte della storia dell’uomo in una chiave originale.

Ho avuto la fortuna di visitarlo con Natalino e sono rimasta ammutolita non tanto dalle storie che mi raccontava su ogni macchina (ognuna era la “sua preferita”) ma dall’amore che trasmetteva. L’amore di un fanciullo che condivide i suoi giocattoli con gli amici per poter essere felici tutti insieme e trascorrere del “tempo lieve”. Ed il tempo è letteralmente volato!

Oltre la macchina da scrivere, lo spirito della comunità di Olivetti

Un museo del genere è destinato ad attrarre anche molti giornalisti e scrittori. Ognuno di noi che ha la passione delle lettere ha iniziato su una macchina da scrivere e trovarle significa ritrovare una parte di noi stessi. Così un Museo delle Macchine per scrivere coniuga immediatamente spirito tecnologico, imprenditoriale, umanistico e si presta ad essere un centro di cultura nel senso più bello e allargato del termine.

Il primo piano del museo è un luogo di incontro e creatività a servizio della città dove si alternano già concerti, convegni, incontri con scrittori e artisti. Siamo in inverno, con il museo non ancora ufficialmente inaugurato e già si succedono eventi di ogni tipo che lo trasformano in un centro della comunità di Trani. E uso il termine comunità nel senso profondo che Adriano Olivetti ha dato a questa parola e che Natalino ha fatto proprio realizzando qualcosa a servizio della sua comunità.

“Il Museo è solo l’inizio di un nuovo cammino. Ho concluso la mia sfida di realizzare una delle collezioni più complete al mondo ed è nata quella di renderlo vivo e pulsante per condividere con la mia città momenti di piacere attraverso la cultura. Ora devo seguire Adriano nel suo spirito più profondo!”

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Daniel Mari, così vicino ai grandi musicisti …

Potevo sentire il sangue scorrere nelle mie vene il giorno che ho incontrato Daniel Mari e ha iniziato a raccontarmi delle sue relazioni personali con John Lennon e Jimi Hendrix.

Normalmente leggo di questi grandi musicisti solo sulle riviste o sul web. Il loro mondo è così differente dal mio che non avrei mai creduto che un giorno sarei stata così vicina a grandi musicisti del passato e del presente. Tutti hanno una cosa in comune: il loro bisogno di avere un buon fornitore di corde di prima qualità.

Daniel Mari non è solo il miglior cordaio di New York, ma è anche il solo che custodisce gli antichi segreti dei maestri delle corde di budello della regione Abruzzo in Italia. Questa regione a est di Roma era parte del Regno di Napoli e della Sicilia. In pochi paesi chiusi fra le alte montagne e il mare c’era la più alta concentrazione di cordai d’Europa.

Forse per la presenza di molte pecore e capre o forse perché questo gruppo aveva formato una corporazione e custodiva tutti i segreti, che si tramandavano solo di padre in figlio, per secoli il centro della musica a corde è stato in Abruzzo.

La situazione è cambiata durante la Seconda Guerra Mondiale quando molte persone hanno lasciato l’Abruzzo in cerca di fortuna in America. Daniel è stato uno di questi. La sua famiglia ha cominciato una nuova impresa di corde a New York mentre Daniel era formato per diventare un buon soldato e quindi un buon cittadino americano.

Ha evitato la guerra in Corea per un caso e quando arrivò la pace decise di spendere il suo tempo allietandosi con la compagnia di pensatori e artisti che a quel tempo facevano base a New York. E’ stato amico dei migliori scrittori, pittori e musicisti. Si è goduto la libertà della sua giovinezza e quando ha deciso di entrare nell’impresa era pronto e semplicemente è diventato il migliore.

I musicisti come John Lennon o Jimi Hendrix (ma molti altri che non posso citare) gli chiedevano set di corde speciali e Daniel creava soluzioni personalizzate in armonia con lo stile e lo spirito del musicista. Questa è la ragione per cui la stessa musica suonata da differenti musicisti sembra quasi diversa.

Quando abbiamo iniziato ad usare e lavorare con la chimica del nylon di Dupont tutto sembrava magico. Non avevamo più problemi con i rifiuti delle corde di budello e il suono era più potente, eppoi potevamo creare una infinità di soluzioni differenti. E ho ancora molte nuove idee che voglio sperimentare.

Daniel è vicino ai 90 ma il suo spirito è quello di un teenager. E’ emozionato dalla musica in tutte le sue forme e dalle differenti generazioni che arrivano sulla scena. Una delle sue sfide era quella di trovare la giusta persona a cui trasmettere i suoi segreti sulle corde di budello finché non ha trovato Mimmo Peruffo.

Mimmo Peruffo è chi mi ha creato la connessione con Daniel Mari ed ero incantata dalle difficoltà a cui è andato incontro per imparare a fare buone corde di budello. Mimmo è di origini venete ma è nato in Sardegna e ha fondato Aquila Corde. Ha deciso di capire come fare corde di budello per nessuna altra ragione che la necessità di capire l’evoluzione dei suoni della musica del passato.

Durante una recente fiera musicale, Mimmo ha postato un messaggio dove diche che finalmente ha incontrato Daniel e che ora conosce tutto sulle corde di Budello. Sono in attesa di ascoltare Bach suonato da queste corde.

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Come vendere durante le crisi economiche: il comportamento dei clienti

Come vendere durante le crisi economiche i nostri prodotti? Come possono gli artigiani e le PMI competere con produttori con bassi costi? Come facciamo a trovare i giusti clienti per i nostri prodotti?
Queste sono le domande che ogni piccola azienda artigiana si pone in questo momento. La corretta risposta a questa domanda porta alla capacità di avere successo nel mondo degli affari.
In primo luogo non dobbiamo avere alcun dubbio sulla qualità dei nostri prodotti - che è un prerequisito essenziale. Con questa certezza possiamo concentrarci su come i mercati e i luoghi di commercio sono cambiati, come questo ha fatto cambiare le abitudini dei consumatori e dei clienti e qual è lo scenario del prossimo mercato dove possiamo competere e avere successo.

L'evoluzione del commercio


Il ciclo del commercio ha visto rapidi cambiamenti negli ultimi 50 anni in relazione a come si è sviluppata la vita urbana nei nostri centri.
In primo luogo, i piccoli negozi a conduzione familiare sono praticamente scomparsi, come un modello di business sostenibile, a favore dei centri commerciali. Successivamente, abbiamo visto il declino di centri commerciali in favore del commercio elettronico. Eppure il commercio elettronico, proprio come un centro commerciale ma in misura minore, non funziona per la vendita di prodotti e oggetti di lusso senza riconosciuti marchi internazionali. Qui, dobbiamo distinguere tra i grandi marchi, come ad esempio Hermes, e la piccola e media produzione artigianale che dipende dai clienti di gallerie e corners in negozi specializzati.
Rivediamo la storia del commercio con l'obiettivo di comprendere il nostro e altrui comportamento in modo che saremo sulla strada giusta per trovare la soluzione. Per secoli la vita nelle città si è svolta nel centro urbano. In ogni paese e città, la piazza e le strade che si diramano da questa sono state il centro di tutto un commercio con una vasta gamma di negozi specializzati al servizio di ogni esigenza di quella comunità. Le grandi città erano solo po' diverse con più piazze.
Nell'antica Roma, nei pressi del Foro c'erano i Mercati Traianei, un luogo parzialmente coperto con centinaia di negozi, che possiamo considerare come il primo centro commerciale. La vita sociale si svolgeva nel Foro e l'acquisto di beni avveniva accanto. I due posti erano collegati fisicamente.
Non è cambiato nulla fino all'arrivo delle auto (capacità di muoversi), e poi i due posti si sono potuti scollegare fisicamente e i centri commerciali hanno iniziato ad avere una vita propria. Questo ha cambiato profondamente lo stile di vita di molte città. La funzione dei piccoli negozi è anche il controllo del territorio, mantenere la luce lungo le strade e tenere viva la connessione tra le persone. Soprattutto nelle regioni calde, la vita comunitaria era ed è principalmente sulle strade e piazze. Possiamo affermare che i piccoli negozi sono una sorta di "beni comuni" per mantenere relazioni sociali nelle città.
I centri commerciali sono totalmente scollegati dalla città o dalla vita del paese, si basano sui numeri e non sui valori umani. Le merci devono essere a buon mercato e ci sono alti costi di manutenzione dei negozi. Generalmente il volume delle merci è alto e provengono da paesi a basso costo del lavoro e c'è poco sforzo o di interesse da parte del negozio nel selezionare i prodotti da centinaia di piccoli artigiani e PMI - anche in cooperative. I negozianti di solito non sono nei negozi, e spesso non sono nello stesso paese.
Ma dobbiamo tener conto che "l'acquisto" è sempre un'esperienza, nei centri commerciali l'emozione di selezionare merci mentre si parla con i proprietari dei negozi e di conoscere le storie dei produttori sono stati sostituiti con l'emozione dei grandi marchi e la capacità di esperti di pubblicità di 'confondere’ i clienti, come ad esempio con l'intrattenimento organizzato dai gestori e PR dei centri commerciali.
In questa situazione, molti piccoli negozi nei centri commerciali sono diventati solo filiali di grandi marchi e i venditori esperti sono stati sostituiti da giovani che sono stati addestrati anche solo per una settimana.
Nel frattempo i centri cittadini sono stati privati della vita comunitaria e sono cambiati in due direzioni: un luogo di bar e pub per i residenti o ‘negozi per turisti' nelle città turistiche.

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Commercio elettronico


La concorrenza sul prezzo è stata facilmente spostata sul web. Due vantaggi del web sono: una varietà molto più ampia di prodotti e la presenza dei blogger, ossia di terzi in grado di consigliare. Mentre i giovani venditori non-addestrati nei negozi del centro commerciale non possono dare molte informazioni, il web è il 'paradiso' per le persone che vogliono saperne di più sui prodotti.
Prodotti elettronici, beni e servizi a basso costo sono acquistati principalmente su internet. Piattaforme e applicazioni quali Edreams.com, Booking.com, Amazon.com fanno ormai parte della vita quotidiana. Molte agenzie di viaggio hanno chiuso, ma è interessante capire che altre hanno aperto. Nuove forme di viaggi personalizzati: organizzatori di ‘viaggi avventura’, assistenti di viaggio personali, ogni idea di nicchia è benvenuta per soddisfare migliaia di viaggiatori 'insoliti'.
Ciascuna delle piattaforme ben note spendono normalmente una montagna di soldi in pubblicità per essere le prime in ogni ricerca di ogni essere umano su internet (in realtà 3 miliardi di persone sono connesse al web). Queste piattaforme sono attente a gestire perfettamente il loro SEO - Search Engine Optimization, il modo di voi ed i vostri prodotti si posizionano sul web. Il SEO rappresenta oggi quello che un agente di vendita era nel passato.

Centri commerciali vs commercio elettronico


Il declino dei centro commerciali è un dato di fatto. E' iniziato in USA con la prima crisi finanziaria nel 2006 per diversi motivi - tutti con un aspetto comune: pochi soldi per la spesa. Normalmente i centri commerciali sono fuori delle città, in periferia o campagna. Quando il costo del carburante si impennò, i lavoratori non guadagnavano abbastanza per pagare per il loro viaggio e i consumatori iniziarono a trovare prodotti sul web con consegna a domicilio. Molti centri commerciali divennero presto ‘città fantasma’ e YouTube mostra molti centri commerciali abbandonati. Ci sono già i primi film e documentari su questo tema. Questo sta ora accadendo sempre più in molte parti d'Europa.
L'avidità e la pigrizia sono state le vere cause di questa situazione. L'avidità di fare denaro facile con manodopera a basso costo lontano dalle nostre case, l'avidità di guadagni immediati con la costruzione di enormi centri commerciali creati con indebitamento bancario, l'avidità dei manager dei centri commerciali a sovraccaricare gli affitti, l'avidità di giovani manager senza esperienza nel marketing o nella vendita. I venditori sono diventati pigri: non studiano più e non comprendono la storia e la qualità dei prodotti e non danno emozioni vere –solo quelle della pubblicità da grandi marchi. Non creano altri servizi alla persona per sostenere i prodotti.
Una volta sono rimasta sorpresa dalla risposta di un giovane impiegata in un centro commerciale specializzato nello sport. Le ho chiesto informazioni su un prodotto e lei mi ha risposto che non era esperto di quella fila di merci, ma solo di quella in cui si trovava. Wow! In un piccolo negozio una risposta del genere avrebbe ucciso il business. Da allora, come cliente in quel centro commerciale compro solo per il prezzo e non per la qualità.
L'avidità è insostenibile per una comunità. La sostenibilità ambientale, economica e sociale sono le uniche chiavi di successo per adattarsi, sopravvivere e crescere durante tempi che cambiano come quelli delle crisi. Qui, non ci riferiamo alla teoria della de-crescita, ma più a mutare abitudini e stile di vita verso la sostenibilità, stili di vita modificati che comportano la creazione di felicità.
La previsione è che molti altri centri commerciali si ridurranno, per i negozi diventerà antieconomico mantenere le spese generali e di conseguenza chiuderanno le loro attività. E il declino sarà rapido. Se un negozio chiude in un centro città, la "percezione della vita" in città può essere sostituita dalle luci delle strade e dalla gente che passeggia sui marciapiedi, ma quando chiude un negozio in un centro commerciale e le luci si spengono, il sentimento di desolazione arriva molto presto.

E' come la storia della finestra rotta in una casa, un post che riappare spesso su Facebook. Un magnifico palazzo, anche quando è chiuso, può ancora essere percepito come vivo. Ma una volta che una finestra è rotta, allora questo appare subito come in declino. La differenza è solo nella piccola somma di soldi necessari per riparare la finestra, ma l'effetto emotivo è totalmente opposto.
Che cosa possiamo imparare per il web marketing dall'analogia con i centri commerciali? È lo stesso per il web. Se il vostro sito non è frizzante e continuamente aggiornato, allora è meglio spegnerlo e passare a un centro città che vive, un luogo con altre persone basato sulle emozioni e sulla creazione di buone relazioni con i clienti oppure avere un angolo in un negozio.

Che dire di prodotti artigianali di qualità?


C'è la possibilità che se qualcuno sta creando raffinati prodotti artigianali non sia ancora un grande marchio ed allora è necessario capire dove indirizzare il suo sforzo di vendita. Sappiamo che i prodotti sono eccellenti e gli acquirenti sono mossi dalle emozioni, ma dove sono i compratori giusti per i suoi prodotti?
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Moiseikin: un viaggio oltre il lusso

Un uomo, non ancora di mezza età con occhi scintillanti avvicinati, con una barba marrone scuro non perfettamente curata e che indossa un sorriso naturale. L'immagine era da fiaba.

Abbiamo scambiato qualche parola, mentre spiegava uno dei suoi anelli "amorfi" ad un potenziale cliente, anche se non mi sembrava che la donna capisse la potenziale bellezza di un’opera d’arte a quattro dimensioni. Raffinati filamenti di metallo prezioso incastonavano le gemme, blu, verde e rosse, in una lumaca asimmetrica.

Da qualsiasi parte si guardasse, l'anello da diversa prospettiva, colore, rifrazioni e riflessioni, cambiando sotto ogni forma di luce. L'anello ha una sua vita - la suo 4° dimensione. Mi sono reso conto che avevo bisogno di saperne di più da questo maestro gioielliere e mi organizzato per tornare il giorno successivo.

Viktor Moiseikin è nato a Ekaterinburg. A casa la sua famiglia comprende la moglie e due figli - fonti di ispirazione. Non a caso, le sue grandi passioni a scuola erano la matematica e la fisica, non quella simmetrico classica, ma la geometria frattale di Mandelbrot, e la matematica della teoria delle stringhe.

Viktor è quello che fa - ama quello che fa e fa ciò che ama. A Viktor sembrava ovvio che l'amore che aveva per le scienze dovesse essere fuse con l'artigianato creativo, con la gioia di creare opere d'arte multidimensionali. In diverse occasioni, ha ricordato il suo 'eroe', Leonardo - un grande scienziato, artista e artigiano, e lo ha paragonato favorevolmente agli 'sviluppatori' come Michelangelo e Brunelleschi.

Per oggi ci concentriamo sul legame tra la vita di Viktor e i suoi gioielli. A 19 anni, Viktor iniziò l’oreficeria, la lavorazione di metalli e pietre preziose, e per i successivi dieci anni, nella sua bottega e impresa nascente ha prodotto oggetti d'arte che hanno trovato grande riscontro nella sua città natale e a Mosca. In questo periodo ha studiato i gioielli e la bellezza delle donne.

Quando sentì di aver capito le donne, ha iniziato a creare gioielli per le donne. Aborre la gioielleria piatta. La sua tesi è semplice e meravigliosa: "Le donne cercano di trovare in gioielleria quello che gli uomini cercano di trovare delle donne". I gioielli hanno gli stessi elementi che rendono belle le donne. Ogni gioiello deve attirare l'attenzione, dare emozioni (attraverso il colore e la storia personale) e avere un segreto (come nei caratteristiche disegni nascosti e nelle illusioni ottiche di un gioiello). La ricompensa di Viktor è quando vede gli occhi di una donna che brillano mentre sta indossando uno dei suoi gioielli.

La sua premessa è che la bellezza viene per il 90% dagli occhi. Il suo gioiello ha un messaggio per coloro che possono vedere e leggere. Egli spiega la differenza tra gli orecchini e un anello per il dito.

Mi ha mostrato un paio di orecchini stereo-isomeri, ossia che hanno forme speculari ma diverse pietre colorate. Questi effetti non sono visti da chi lo indossa, il loro scopo è quello di attrarre l'estimatore che deve decifrare il messaggio. L'anello al dito è diverso. “ è la donna che dice al mondo chi è, che è sensibile ai colori e ha scelto un anello che esprime la sua natura, ma non la sua intelligenza.

Ascoltiamo la sua voce e vediamo i suoi gioielli. I colori che sceglie in modo istintivo riflettono e perfino cambiano il suo umore“. Per Moiseikin non è sufficiente usare una gemma di un singolo colore ma sfidarsi a combinare gemme di diversi colori per creare complessità e per generare ed emanare fiducia nella donna “adornata”.

 

La passione di Viktor sono luce e colori. Mi descrive la sua ammirazione per Van Gogh e me la dimostra con un anello indossato da Teruko con la forma di un fiore di mandorlo, ispirato alla pittura di Van Gogh 1890. Viktor mi spiega con orgoglio la matematica dei petali a forma di parabolici che riflettono la luce verso il diamante centrale.

E proprio come nel dipinto, ogni petalo è diverso, la monotonia è abbandonata. Un altro esempio della sua arte è un anello farfalla, anche questo indossato da Teruko, che ha solo una simmetria concettuale, mentre i dettagli di ogni filigrana delle ali differiscono. Eppure questa è la bellezza. In questi lavori si apprende che la simmetria non è la bellezza, e che una bella donna offre un panorama diverso quando ammirata da diversi punti di vista - ogni volto è vivo e in movimento.

Viktor crea gioielli per donne di ogni età. Dice che i gioielli sono il ‘fast food’ per una donna. Le gioiellerie trovano soddisfano facilmente la necessità alimentari di base, ma le vere donne hanno bisogno di ‘slow food', delle creazioni dei maestri.

Siamo tornati a parlare del colore e Viktor mi ha spiegato il suo impegno di cinque anni per emulare i colori di Kandinsky, il significato dei gialli che emergono e dei blue di 'sfondo'. Condividiamo un confronto con un simile uso dei colori in Leonardo. Ma Kandinsky è, per Viktor, il primo pittore veramente astratto, dopo sua metamorfosi intorno al 1910, e il desiderio di Viktor è di riprodurre queste coraggiose creazioni di colore nei suoi lavori.

Questo desiderio di gioielli davvero amorfi non lo ha portato a rifiutare di utilizzare le tecniche e gli strumenti più moderni in suo atelier di 200 persone. Questi strumenti forniscono esclusivamente la linea di base su cui gli artisti e gli artigiani possono creare le loro immagini. Viktor ha tre regole di vita (e di lavoro): essere attenti, essere aperti e amare i fallimenti.

Attraverso questi si può imparare e, infine, creare capolavori. Un cliente si avvicina e richiede le sue attenzioni, così ci stringiamo la mano e decidiamo di incontrarci di nuovo durante questa vita. Un breve soggiorno a Ekaterinburg mi appare altamente auspicabile.

I gioielli di Moiseikin devono essere visti, non possono essere trovati accanto al lusso ordinario. Si possono incontrare Viktor e Teruko nelle migliori mostre di gioielli, e si può trovare Moiseikin in uno dei loro negozi a Mosca, Tokyo, Hong Kong o Dubai, o si possono incontrare i gioielli di Moiseikin attraverso quelli di noi che hanno avuto la possibilità di ammirare le creazioni di Viktor.

Quando si contatta Teruko Okamoto (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) per ascoltare la storia di ogni pezzo unico di gioielleria, assicuratevi di dirle che vi ha inviato Energitismo, e forse lei vi concederà qualcosa di veramente speciale.

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Il tango è bellezza

Sapete cosa, più di tutto, fa più paura alle persone? La morte, le malattie o la vecchiaia? No, la bellezza!

Avete mai osservato delle persone dentro un museo? di solito guardano le rifiniture, le cornici, le didascalie; pochi guardano i quadri e le opere d’arte, pochi si abbandonano al godimento di quel momento. Per sostenere la bellezza ci vuole coraggio. E quanti di noi sanno sostenere la bellezza del corpo delle persone che incontriamo?

Siamo affetti da una malattia che io ho chiamato “contattofobia” (il termine esatto sarebbe afefobia). Appena qualcuno oltrepassa quel nostro limite virtuale (la bolla come la chiamano gli scienziati) ci sentiamo a disagio, se non addirittura sentiamo un senso di repulsione, nei confronti del contatto fisico (sia dato che ricevuto). Tale fobia è data da un'ipersensibilità al contatto fisico sentendola come un'invasione della propria o altrui zona intima.

Da bambini ci avvicinavamo e toccavamo le altre persone senza i freni inibitori. Eravamo spinti da uno puro spirito di scoperta per un mondo tutto così bello. Toccavamo i capelli degli altri, leccavamo le mani dei nonni e così via. E poi? E poi i genitori, la società, la civiltà poco alla volta ci hanno “insegnato” quali erano i limiti da tenere con gli altri, cosa toccare e fino a dove.

Così un bel giorno ci siamo ritrovati grandi e a dover tenere le distanze. Se uno sconosciuto si avvicinava a meno di mezzo metro e ci tocca il braccio la cosa ci poteva dare fastidio. Ovviamente i limiti e le distanze dipendono da persona a persona, da luogo a luogo e da cultura a cultura. Facendo una grandissima approssimazione, generalmente i popoli a sud del mondo sanno stare “più vicini” rispetto alle popolazioni del nord.

Grazie a Dio che c’è il tango

Non ne ho le prove, ma sono sicura che Dio sappia ballare il tango. Il tango è stato uno dei più bei stratagemmi che l’essere umano abbia mai inventato per superare il tabù del toccare uno sconosciuto. Nel tango non solo ci si tocca tra sconosciuti, ma ci si abbraccia, e molto spesso ci si abbraccia in maniera profonda e senza pudori e timori. “Il tango è di chi chiude gli occhi in un ceco abbraccio di fiducia”. Il tango è il superamento di un limite sociale. E vi dirò di più, il tango è un tradimento placidamente accettato. Ribalda tutte le regole del perbenismo nelle relazioni sentimentale.

Coppie nella vita, si scoppiano nel tango per ballare con altre persone, per poi ritornare a sedersi una accanto all’altro, felici e contenti. Il tango sovverte tutti i canoni di buona educazione, dettandone di nuovi. La più semplice scoperta che ho fatto ballando, è capire che con il tango, tocco me attraverso l’altro. Scopro la mia bellezza attraverso la bellezza dell’altro. Il tango ti fa capire di essere più di quello che sai di essere. Quando accade, il tango diventa una preghiera esistenziale.

Il tango è una medicina

Quando tocchiamo o veniamo toccati il nostro corpo incomincia a secernere ossitocina, che a sua volta migliorerà il nostro sistema immunitario. Il tango come l’amore ci da forza e aumenta l’autostima di chi lo pratica.

Il tango fa così bene che negli ultimi anni è diventata una vera e propria cura: la Tangoterapia. Come ci spiega la dott.ssa Monica Barassi “Grazie alla precisione con cui sono stabiliti i ruoli nel tango, i partecipanti ai gruppi di Tangoterapia sperimentano le diverse parti di sé, in particolar modo la parte attiva, determinata, solare, maschile e quella ricettiva, lunare, sensibile, femminile.

Il tango fa da cornice a tutto questo, con la musica, l'incontro della coppia, e il contatto sia all'interno della persona che fra le persone stesse. Perché praticare la Tangoterapia? Perché essa migliora la conoscenza di sé stessi attraverso il lavoro esperienziale delle parti maschile e femminile. Inoltre, attraverso i lavori in coppia, aiuta a comprendere mediante il contatto, come poter relazionarsi meglio con l'altra/o.”

Tango per lei

Nel tango la donna esplora la sua sensualità e una femminilità troppo spesso perduta o martoriata. Il tango l’aiuta a sentire e a capire quello che avviene quando il suo corpo entra in relazione con l’altro.

Tango per lui

Nell’uomo il tango potenzia l’autostima, in particolare nelle persone che faticano a gestire bene gli impegni, le relazioni, la quotidianità. Il fatto di dover condurre il ballo, portare la compagna, riproduce l’ansia da prestazione, il carico di responsabilità che ci si sente addosso in quelle situazioni. Il tango appunto diventa una nave scuola in cui imparare gli stessi problemi della vita reale, dando maggiore sicurezza all’uomo.

Il tango, insomma, è una metafora della vita. Perché avvenga la trasmissione, sia per l’uomo sia per la donna, deve esserci l’abbraccio. Il contatto.

“E ti rendi conto quanto è facile vivere e viverti a pieno se il tuo corpo sposa la tua anima e se, anche per pochi minuti, questa nuova alleanza si unisce con un altro corpo e un’altra anima.”

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Trasformazioni a Trani: il passato torna a vivere

Tornando a Trani ai primi di gennaio, in una giornata invernale offuscatamente ma piacevolmente tempestosa, abbiamo colto l'occasione di una deviazione per visitare Castel del Monte.

Dalla prima vista delle pallide rocce calcaree dell'edificio a 10 chilometri di distanz,a fino al 'massiccio' sulla cima della piccola montagna, Castel del Monte è lì per essere visto. E' un faro per vagabondi, crociati e persino marinai in mare a 20 km di distanza, per chi cerca e per i ricercatori.

Come ci si avvicina all'architettura ottagonale del 'castello' e alla costruzione in pallido calcare, diventa apparente ed ovvio che Federico II lo ha costruito come un esercizio matematico. Abbiamo letto che la sezione aurea è alla base della costruzione.

Passeggiando intorno, il castello mostra le sue otto torri ottagonali collegate all'ottagono centrale. Entrando nell'edificio la geometria è prepotente, un cortile ottagonale, camere pentagonali.

L'unico tocco di colore è sulle cornice delle porte realizzate in 'breccia corallina', un composto di corallite rosso magenta e cemento calcare. Perché usare questo materiale erodibile, quale altro scopo dovevano adempiere? Non si tratta di una casa di caccia. Questo non è un bagno turco o un castello difensivo. Non ci sono elementi per sostenere quelle teorie.

Sembra che questo castello sia stato progettato da Federico II e dai suoi saggi per uno scopo esoterico (probabilmente correlato alle crociate) e con la sua morte, appena un anno dopo il suo completamento, il suo ruolo di progettista del regno non sia stato mai più coperto. Mi ricorda degli errori simili fatti da Evans che attribuì il mausoleo miceneo di Cnosso a Creta come il palazzo dei re (che in effetti lo è ma solo per la vita ultraterrena del re).

A Castel del Monte, gli scoli dell'acqua all'altezza della vita (di un basso uomo medioevale) intorno ad ogni stanza e i gradini simili ad una diga tra ogni stanza pentagonale, convincono che si tratti di un edificio per la meditazione o le cerimonie religiose e non per la guerra.

Lo scopo ultimo del passaggio da una stanza all'altra, non può essere conosciuto se gli storici non riescono a decifrare la missione che Federico ha assunto per sua vita dopo la 4° crociata. Qualunque altro sia stato il suo scopo, oggi questo sembra essere stato traslato e trasformato.

A circa una mezz'ora di distanza ci ricolleghiamo con Federico II nel castello di Trani, situato sulle rive dell’Adriatico. Questo castello è stato trasformato diverse volte nei quasi 800 anni dal suo inizio nel 1230, e non aveva Federico come un ospite fisso ma Manfredi, il suo figlio (illegittimo) preferito.

Federico era un re errante, su tutta la Puglia e il sud attraverso la Sicilia fino al suo luogo di riposo finale nella cattedrale di Palermo, dove negli ultimi 765 anni convive con una giovane donna. Perché ha viaggiato continuamente, se fosse per ricercare o per sfuggire alle sue molte signore o alla ricerca del miracoloso, dobbiamo chiederglielo nei nostri sogni.

La sua vita, però, aveva molte “condensazioni” in pietra, e Trani è uno degli esempi migliori. In questo momento è visitabile una splendida mostra sulla storia di Archimede, matematica e fisica sufficienti ad affascinare e sfidare uno come me abbastanza vecchio per leggere ma non troppo vecchio per dimenticare.

A pochi minuti, attraversando la piazza lungo il muro del mare, spicca la Cattedrale di Trani. È una costruzione curiosa ma magnifica, una trasformazione della necessità di avere una cattedrale per competere con le altre religioni del luogo? Perché mai troviamo un duomo dedicato a un pellegrino greco che era appena morto arrivando a Trani?

La popolazione locale e il Vaticano erano così coinvolte che la struttura fu consacrata prima di essere completata. Lo stile è quello di una basilica priva di qualsiasi vetrata, o di decorazioni, a parte un'icona occasionale e una reliquia, oltre ad un paio di magnifiche porte in bronzo conservate su un lato della chiesa.

Questa cattedrale emana pace, non esprime alcun conflitto, le sue travi in legno e il tetto si elevano sopra i fedeli. Tutti i visitatori sembrano risentire della quiete grazia dell’edificio.

Nella piazza di fronte, fra la città vecchia e l’ingresso della cattedrale, c’è il Polo Museale di Trani con il Museo Diocesano, ri-allestito e sistemato per ospitare il Museo della Macchina per Scrivere, da un 'cittadino speciale' della città, Natale Pagano. Questo nativo di Trani, di grande entusiasmo ed energia, lo ha trasformato per aggiungervi la storia delle macchine da scrivere donate dalla sua collezione privata.

Per noi, la storia della macchina da scrivere è la storia di una trasformazione, non solo dell'evoluzione della macchina da scrivere fino alla tastiera elettronica, ma della trasformazione del ruolo della macchina da scrivere nella trasmissione della conoscenza e delle storie.

Vagando in giro per le centinaia di macchine da scrivere e i dispositivi di battitura, sono stato attratto dal considerare il ruolo di questi dispositivi come trasformatori della voce e delle note di stenografi in parole scritte. Dispositivi di enorme complessità, le prime realizzate da Sholes nel 1873 in USA, le macchine da scrivere hanno rivoluzionato la comunicazione tanto quanto Marconi ha rivoluzionato le telecomunicazioni, e le automobili il trasporto.

Le parole, frasi, paragrafi e storia digitate, risultanti della pressione manuale di tasti, sembrano molto più di una trasformata di Fourier del suono. Di conseguenza, mi ha divertito trovare una tastiera con una scatola di legno dove i tasti rappresentano note e una melodia potrebbe essere composta dalle parole di una frase. La “canzone della comunicazione” può essere scritta in Trani.

Ogni volta che veniamo a Trani troviamo qualche nuova meraviglia, tra i pallidi blocchi di calcare, di trasformazione e di rinascita. La storia dei suoi pescatori deve ancora arrivare.

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Marostica città della bellezza e della diplomazia

La storia di Marostica si perde nella notte dei tempi. Un susseguirsi di domini e castellani che hanno reso così preziosi il Monte Pauso e Monte Pausolino, divenuti palinsesti di questa cittadina: un perla del veneto.

I soleggiati pendii, in comunicazione con la sottostante pianura, hanno reso la zona favorevole all'insediamento umano sin dalla preistoria. In epoca romana sul colle Pauso è stato costruito un castello con le sue mura che cingono tutt’ora la città storica. Dopo la caduta dell’Impero Romano, Marostica fu attraversata da diverse dominazioni: ostrogoti, bizantini, longobardi e franchi; dominazioni che arricchirono il suo tessuto.

Ad oggi Marostica è famosa per due cose: le sue deliziose ciliegie egli scacchi. Marostica è chiamata “la città degli scacchi” e sulla sua piazza, ogni due anni, viene rievocata un antica tradizione, si disputa una partita a scacchi con personaggi viventi.

Quest’anno la partita verrà giocata il 9-10-11 settembre 2016. Per maggiori informazioni potrete consultare il sito dedicato all’evento

Lasciatemi raccontare la leggenda che ha dato vita a questa meravigliosa piazza e manifestazione.

Correva l’anno 1454 quando a Marostica due cavalieri si sfidarono a duello per amore di una donna. I nobili erano Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara. La bella da contendere era Lionora, la figlia del governatore di Marostica Taddeo Parisio.

Il Governatore, per non inimicarsi nessuno dei due contendenti, impedì il duello appellandosi a un editto di Cangrande della Scala. Così decise che la bella Lionora sarebbe andata in sposa a chi fra i due rivali avesse vinto una partita a scacchi, tenuta con pedine viventi al centro della piazza del paese. Il perdente avrebbe comunque vinto, sposando la sorella del castellano, la bella Oldrada.

Mai come oggi questa storia la trovo utile e attuale, vi spiego perché. Penso che racchiuda tutto il savoir faire e il problem solving tipicamente italiano. Il governatore a Marostica aveva utilizzato un'innocua partita a scacchi per risolvere un conflitto. Insomma, “una scazzottata tra amici” fatta con delle pedine, che serve a dissipare l’aggressività accumulata senza fare danni irreversibili.

Molto interessante al riguardo è il pensiero si Massimo Del Papa che dice: “Siamo così: bellicosi a parole, molto meno sul campo, più portati a fare all'amore che la guerra. Cosa che in molti ci rimproverano, però sta di fatto che chi viene qua, poi non se ne va più: forse succederebbe anche a questi scalmanati, solo a dargliene il tempo.”

Insomma gli italiani sono degli eroi che risolvono i conflitti attraverso il gioco. Nel passato con il gioco degli scacchi. Oggi, attraverso i giochi di parole. Ecco, attraverso i giochi i problemi magari non li risolvono, ma di sicuro sanno incassare bene i colpi di un mondo che gioca troppo con le vite.

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