Leonessa. Gnocchi di Patate

Gli gnocchi sono il primo piatto tipico di Leonessa realizzato con le famose Patate dell'Altopiano di Leonessa.

L'impasto degli gnocchi viene fatto a mano con patate lessate e schiacciate e con farina e uovo.

Vengono conditi con sugo di carne o solo pomodoro.

Sugli gnocchi viene poi data una spolverata di formaggio di pecora stagionato o di parmigiano.

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Leonessa. “Petate Rescallate”

La patata di leonessa rappresenta il prodotto di punta dell’economia agricola della piana di Leonessa.

Sia la varietà a pasta gialla che quella a pasta rossa sono considerate tra le qualità più pregiate di tutto lo Stivale.

La petata leonessana è una delizia che in cucina si presta a molteplici preparazioni.

Tra queste spicca senza dubbio la 'Patate Rescallate', un’antichissima ricetta a base di patate lesse, saltate in padella con cipolla e pancetta. Un peccato di gola che riesce ad accontentare i palati più esigenti e al contempo gli amanti dei sapori forti e decisi.

Lessare le patate, tagliarle a listarelle e saltarle in padella con cipolla e pancetta. Aggiungere olio e sale a seconda dei propri gusti e togliere dal fuoco quando le patate sono ben dorate e amalgamate con gli altri ingredienti.

La rescallata è una delle principali ricette proposte nel corso della Sagra della Petata Leonessana.

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Leonessa. Patata di Leonessa o “Petata Leonessana”

La patata dell’altopiano di Leonessa è particolarmente pregiata e saporita.

Negli anni trenta la varietà maggiormente diffusa era la ‘tonda di Berlino’, ora si utilizzano la ‘Desireè’ a buccia rossa e pasta gialla, la ‘Agria’ a buccia bianca e pasta gialla e la ‘Marfona’ a buccia liscia bianca e pasta gialla.

La patata è utilizzata principalmente, per la preparazione degli gnocchi e le ciambelline dolci di patate.

Per le patatine fritte si utilizza la varietà a buccia rossa particolarmente consistente che la rende croccante e dorata dopo la cottura.

La seconda domenica di ottobre si celebra la patata con la Sagra della Petata Leonessana, arosta, lessa e rescallata, ideata e realizzata dal prof. Ivo Pulcini il 14.10.90.

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Palestrina. Giglietto

Il Giglietto è uno dei simboli della città di Palestrina.

E’ un biscotto a forma di giglio la cui forma si deve all'esilio in Francia della famiglia Barberini.

I cuochi della corte Barberini cercarono di riprodurre nei biscotti la forma del giglio di San Luigi dello stemma araldico francese.

A questo tipo di dolce è dedicata una sagra che si svolge nella prima settimana di agosto.

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Arnara. Vino

Anche se Arnara non ricade in zone di vino DOC, le sue produzioni locali sono molto note e apprezzate.

Vi sono coltivazioni di vitigni Sangiovese, Trebbiano, Malvasia, Maturano, Pamparano e Moscato.

Il vino è venduto alle cantine sociali e si può gustare in molte trattorie ciociare chiedendo il "vino della casa".

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Amaseno. Mozzarella di Bufala

La mozzarella Amaseno ha il riconoscimento della DOP – Denominazione di Origine Protetta della Mozzarella di Bufala.

La mozzarella ciociara si differenzia per la composizione della pasta frutto dell’esperienza delle maestranze locali.

La mozzarella, la ricotta e i formaggi sono prodotti esclusivamente con latte di bufala del posto, lavorato intero, fresco e a crudo.

Ha la classica forma tondeggiante dal colore bianco, è protetta da una crosta sottilissima e ha una superficie liscia.

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Picinisco. Pecorino di Picinisco DOP

A Picinisco, nella splendida Val Comino a confine con le montagne del Parco Nazionale di Abruzzo Lazio e Molise, si allevano pecore e capre da sempre.

Con il loro latte crudo si preparano degli ottimi formaggi e il pecorino era noto per la sua qualità da sempre. Si trovano documentazioni scritte che risalgono al ‘600.

Il formaggio proviene da latte di pecora di Comisana e Massese e da quello delle razze caprine Grigia Ciociara e Bianca Monticellana.

È il classico formaggio di pastore con la sua forma cilindrica, con una crosta dura e un sapore che diventa più forte con la stagionatura.

Il Pecorino di Picinisco DOP un formaggio che si produce esclusivamente con latte crudo e si può trovare fresco e stagionato nei caseifici locali.

In primavera viene prodotta anche la Marzolina, un piccolo formaggio di forma cilindrica che viene anche conservato in barattoli sotto olio.

Le pecore utilizzate sono soprattutto le razze Massesse, Comisana e Sopravvissana.

Nel 2013, un gruppo di pastori riuniti in consorzio ha fatto riconoscere la qualità del pecorino che ha ottenuto la certificazione Pecorino di Picinisco DOP dall'Unione Europea.

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