Il fine settimana a ridosso della Befana (6 gennaio), a Cervara di Roma si festeggia uno dei piatti della tradizione invernale: il recalicu.

Si tratta di una polenta cotta insieme ai fagioli e condita con del semplice olio di oliva.

Sopra il piatto si può aggiungere del formaggio a scelta come dell’ottimo pecorino locale.

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Rieti. La Sagra delle Sagre

A tavola con il territorio! L’alberghiero Costaggini di Rieti in collaborazione con il comune e la Regione Lazio organizzano la Sagra delle Sagre per promuovere il territorio tramite i prodotti gastronomici e le eccellenze locali. Tanti sono i comuni della provincia di Rieti che aderiscono portando i loro piatti tipici davanti a visitatori provenienti da tutto il Lazio. Un’idea nata dagli studenti degli alberghieri del territorio che, partecipando attivamente all’iniziativa, portano con loro menù innovativi tutti da gustare.

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Casaprota. Sagra della Bruschetta

Una delle più belle sagre a Casaprota, nel territorio Sabino, dedicata interamente alla bruschetta, regina dell’antipasto all’italiana.

Che sia condita con pomodoro e basilico, o semplicemente sale e olio a crudo, non esiste persona a cui non piaccia la bruschetta, e se vi dicono il contrario stanno sicuramente mentendo.

Non solo cibo, una giornata di festa con rievocazioni storiche, musica e stand di artigianato per tutti i gusti.

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Vejano. Festa di Sant'Orsio Patrono e Sagra della zuppa

Nel mese di gennaio hanno luogo nell’incantevole borgo della Tuscia le celebrazioni di Sant’Orsio, il santo patrono di Vejano dalla storia affascinante quanto tragica.

Un cavaliere di Carlo Magno viene maledetto da un fattucchiere a commettere l’omicidio del padre, moglie e figlio, una maledizione che si avverò facendogli commettere il triplice omicidio.

Il compimento della maledizione lo porta ad espiare le sue colpe in un pellegrinaggio per il mondo, percorso fino all’eventuale morte sul monte Sumano con gli occhi rivolti al cielo.

Il culto del santo, introdotto a Vejano dalla famiglia degli Orsini, viene celebrato ogni anno dai cittadini con la tradizionale messa in onore del santo.

Alla fine della messa, in omaggio alla sete sofferta da Sant’Orsio durante il suo pellegrinaggio, viene distribuita gratuitamente a tutta la popolazione una fetta di pane inzuppata in un bicchiere di vino.

La sera si organizza la sagra della zuppa, preparata con amore dalle associazioni locali e distribuita a tutti i partecipanti.

Il giorno seguente le manifestazioni culminano con uno spettacolo pirotecnico per la gioia di grandi e piccoli.

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Orvinio. Sagra del Polentone

La Sagra del Polentone di Orvinio è un’occasione per passeggiare in uno dei borghi più belli della Sabina mentre si assapora un buon piatto di polenta.

Viene preparata come la preparavano i polentari di una volta, condita con salsiccia, sugo al ragù o broccoletti.
 

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Villa Santo Stefano. Sagra della Polenta

Dal 1643 a Villa Santo Stefano si 'sfama del popolo' con un piatto caldo di polenta in occasione della festa di san Sebastiano.

La tradizionale processione per le vie del borgo in onore del santo è seguita dalla sagra della polenta, che viene preparata per tutti i partecipanti allo stesso modo in cui i polentari la preparavano un tempo.

In una domenica di gennaio in piazza vengono accesi i fuochi tradizionali per la cottura della polenta, il cibo contadino per eccellenza che ha nutrito intere popolazioni. Un tempo si distribuiva solo la polenta senza condimento.

Viene nominato un "mastro polentaio" che sovrintende la festa.

Una polenta da gustare lentamente e condita con broccoletti, salsicce o il tradizionale ragù dei polentari.

Una ricetta antichissima, e sopratutto segreta, viene utilizzata durante la manifestazione e custodita durante tutto il resto dell’anno dal capocuoco per le prossime generazioni.

San Sebastiano era un tribuno delle guardie pretoriane che subì il martirio a colpi di freccia durante la persecuzione di Diocleziano (304). Sopravvissuto alle frecce grazie alle cure dalla matrona romana Irene, fu nuovamente arrestato e morì flagellato. Il suo corpo si conserva a Roma in una delle sette basiliche minori.

 

 

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Sermoneta. Sagra della Polenta

I polentari del borgo nel mese di gennaio si riuniscono a Sermoneta per celebrare uno dei piatti tipici italiani, regina della stagione invernale, la polenta!

La sagra inizia con la tradizionale benedizione del pasto e lo spettacolo degli sbandieratori. 

Portate di polenta condita con ragù di carne o broccoletti ripassati in padella.

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Tuscania. Sagra della Frittella di Cavolfiore

A gennaio il borgo di Tuscania riunisce in un weekend le celebrazioni per Sant’Antonio Abate con la tradizionale benedizione degli animali e la sfilata dei butteri a cavallo.

Contemporaneamente si svolge la sagra della frittella di cavolfiore, un piatto dalla tradizione tutta Italiana.

Fiorette di cavolfiore pastellati in un composto di farina, acqua e un pizzico di cannella. Vengono poi fritti in padelle di olio bollente e serviti caldi a chiunque voglia assaggiare.

La festa termina con il classico falò serale in onore del santo.

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