Anguillara Sabazia. Acqua Paola

L’acqua del Lago di Bracciano è stata utilizzata sin dall’età romana per consumo potabile.

L’antico acquedotto di Traiano, restaurato da Paolo V agli inizi del ’600 e perciò chiamato “Acqua Paola”, termina nel fontanone sul colle del Gianicolo, a Roma.

Il moderno acquedotto segue la Via Cassia, ha una lunghezza di 43 km ed una portata di 80.000 metri cubi al giorno.
 

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Leonessa. La Genziana

Le genziane sono piante erbacee di circa 1 metro di altezza con fiori che vanno dal blu al giallo e sono molto diffuse nell’arco alpino e sugli Appennini.
Dalla radice si ricava un liquore diffuso a Leonessa come digestivo a fine pasto mentre soluzioni concentrate sono in molti preparati farmaceutici per stimolare la funzione intestinale e curare la febbre.

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Leonessa. I Salumi

I pascoli dell’altopiano di Leonessa sono ideali per l’allevamento di bovini ma sopratutto di suini.

I maiali vengono nutriti con i frutti della terra e a Leonessa vengono trasformati in salumi e carni di altissima qualità.

I salumi e le salsicce sono disponibili direttamente dai produttori e in salumifici come quello Agabiti che è un vero punto di riferimento dove la moderna tecnologia si coniuga con l’antica tradizione norcina di Leonessa.

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Leonessa. La Lenticchia

La lenticchia è una coltura tipica dell’area dell' altopiano di Leonessa a 900 m slm.

Queste terre sono ideali per la coltivazione di questo gustoso legume, la cui semina avviene in autunno tra la fine di ottobre ed i primi di novembre.

La lenticchia leonessana ha un colore rosso bruno e il seme ha una dimensioni medio-piccola.

E’ molto saporita e non scuoce durante la cottura così da evitare la separazione tra buccia e polpa.

Questo legume è ricco di proteine, vitamine e ferro e povero di grassi, ed è un alimento indispensabile per una
dieta sana ed equilibrata.

Sono particolarmente apprezzate le coltivazioni da agricoltura biologica.

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Leonessa. Farro Biologico

Il farro è il più antico tipo di cereale, coltivato già 8000 anni fa nell’area del Mediterraneo.

Il termine farina deriva proprio dal suo nome.

Per il suo alto contenuto proteico i Romani lo utilizzavano per il pasto dei legionari e la polenta di farro (puls) era molto diffusa a Roma.

Ancora oggi a Leonessa si consuma con sugo di lenticchie e salsiccie (lu sfarratu).

Nell’area dell’altopiano di Leonessa, è molto diffuso il farro coltivato con metodi biologici e viene cotto in zuppe e insalate e la farina viene utilizzata per pasta e pane.

Il primo produttore di farro biologico è stata la Sanitas srl (di Ivo Pulcini e Margherita Tozzi) ed oggi è commercializzato dalla Agrisana.

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Tartufo Nero
Leonessa. Il Tartufo Nero

L’area di Leonessa è rinomata per la qualità dei suoi tartufi neri comuni e tartufi neri pregiati, Leonessa fa parte delle Città del Tartufo.

La ricerca del tartufo richiama molti appassionati anche per la ricerca in inverno sotto la neve con i cani specializzati.

Il tartufo viene preparato con la zuppa di farro, spolverato sopra la polenta o per condire i famosi gnocchi fatti con la patata di Leonessa.

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Leonessa. Patata di Leonessa o “Petata Leonessana”

La patata dell’altopiano di Leonessa è particolarmente pregiata e saporita.

Negli anni trenta la varietà maggiormente diffusa era la ‘tonda di Berlino’, ora si utilizzano la ‘Desireè’ a buccia rossa e pasta gialla, la ‘Agria’ a buccia bianca e pasta gialla e la ‘Marfona’ a buccia liscia bianca e pasta gialla.

La patata è utilizzata principalmente, per la preparazione degli gnocchi e le ciambelline dolci di patate.

Per le patatine fritte si utilizza la varietà a buccia rossa particolarmente consistente che la rende croccante e dorata dopo la cottura.

La seconda domenica di ottobre si celebra la patata con la Sagra della Petata Leonessana, arosta, lessa e rescallata, ideata e realizzata dal prof. Ivo Pulcini il 14.10.90.

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