Gradoli. Fagiolo del purgatorio di Gradoli

E’ noto che gli Etruschi coltivavano fagioli e li usavano triturati per la preparazione di "condimenti" da unire alla carne. Il fagiolo è amato dai contadini medievali per la capacità di ricostituire il suolo e dalle persone per l'alto valore nutrizionale. Nel XIV secolo, gli statuti di Gradoli dedicano un'apposita sezione a "de pena colligentium cicera et alia legumina". Fin dal 1600 è il piatto principale del "Pranzo del Purgatorio" del mercoledì delle Ceneri. Nel '700 i fagioli sono considerati un tipo di ‘moneta’ e compaiono tra le elargizioni dei fedeli e come ricompensa per i celebranti delle Messe.

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Celleno. Ciliegia di Vignola IGP

La coltivazione del ciliegio Vignola a Celleno risale a metà dell’Ottocento come risulta da alberi adulti inseriti in vigneti.

Le due colture si sono alternate per un certo periodo, ma il ciliegio si è rivelato più longevo e adatto al clima della zona.

Dal secondo dopoguerra la produzione aumenta notevolmente e la Ciliegia di Vignola arriva in tutti i mercati italiani ed esteri.

La sua importanza economica e culturale è testimoniata dalle numerose edizioni di fiere, sagre e pubblicazioni.

Nel 2005 la ciliegia di Celleno ha vinto il primo premio dell’Associazione Nazionale “Città delle Ciliegie”.
 

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Caprarola. Tozzetti e Crema di Nocciola

Caprarola è famosa perle coltivazioni di nocciole e per i suoi dolci tradizionali a base di nocciole.

I dolci più famosi sono i tozzetti, gli amaretti e i panpepati.

Si prepara anche una particolare crema di nocciole che si spalma sul pane o viene usata per guarnire dolci.

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Capodimonte. Pecorino Toscano DOP

A Capodimonte sul lago di Bolsena si produce Pecorino Toscano DOP da allevamento degli ovini che pascolano localmente.

La produzione del formaggio di pecora risale al periodo degli Etruschi e i primi cenni storici si hanno nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio dove viene descritta la produzione in Toscana.

Nel 1400 era conosciuto con il nome di “cacio marzolino” perché viene prodotto da marzo e per tutta la primavera. Era molto gradito e apprezzato da Lorenzo il Magnifico.

A metà del XIX secolo, il pecorino Toscano era già un prodotto che veniva realizzato secondo un protocollo produttivo.
 

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Canino. Carciofo Romanesco del Lazio IGP

Il carciofo romanesco del Lazio IGP di Canino, viene chiamato anche "cimarolo" o "mammola". Ha una forma sferica, compatta ed è senza spine. Si raccoglie da febbraio a maggio e in cucina è cotto in molti piatti tipici come i carciofi alla Giudia, alla romana, alla matticella.

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[caption id="attachment_48252" align="center-block" width="500"]Castagne Castagne[/caption]
Le castagne di Canepina appartengono alla qualità del "Marrone fiorentino" e sono chiamate il Marrone dei Monti Cimini. Questi boschi sono particolarmente idonei a questi frutti che acquisiscono un sapore unico e dalla polpa dolce. La raccolta delle castagne avviene manualmente per tutto il mese di ottobre.

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Barbarano Romano. Ricotta Romana DOP

A Barbarano Romano, le origini della ricotta risalgono al periodo dei romani e un primo riferimento si deve a Marco Porzio Catone che raccolse le norme che regolavano la pastorizia nella Roma repubblicana. In quel periodo il latte di pecora aveva tre destinazioni: religiosa, come bevanda e per la trasformazione in formaggi con l'uso residuo del siero per ottenere appunto la ricotta.
La Ricotta Romana DOP è identificabile dal logo e ha un caratteristico sapore dolciastro che la distingue da ogni altro tipo di ricotta.

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Barbarano Romano. Olio di Oliva Tuscia DOP

A Barbarano Romano, l'olio di oliva ‘Tuscia’ DOP viene prodotto dalle olive delle varietà Frantoio, Caninese e Leccino.
Ha un colore verde smeraldo con riflessi dorati e un odore fruttato che ricorda il frutto sano, fresco, raccolto al punto ottimale di maturazione. Il suo sapore è di fruttato medio con equilibrato retrogusto di amaro e piccante.

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