Cellino San Marco. Friseddhra - Frisa

La frisa o frisella è uno degli emblemi del Salento: un pane croccante pronto per accogliere condimenti con pomodorini o verdure mediterranee. La sua origine probabilmente si deve alla necessità di conservare il più a lungo possibile il pane grazie al fatto di tagliarlo, quando non era ancora del tutto cotto in forno, e di rimetterlo subito in forno per procedere alla biscottatura.
La sua tradizionale forma era quella di una ciambella ma oggi si trova di varie forme e preparata con vari cereali. Per prepararla si immerge in acqua e poi si condisce con olio, pomodori e origano. Oggi esistono versioni gourmet della frisella che viene condita con la fantasia dello chef.

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Cellino San Marco. Oliva Cellina e Olio Terra d’Otranto

A Cellino San Marco si produce uno dei migliori oli della Puglia denominato ‘Terra d’Otranto’ DOP e fatto con olive Cellina o Saracena e Ogliarola.
È un olio fruttato dal gusto dolce e con un lieve profumo di legumi e fragranza di erba.
Su questa oliva c’è una disputa se è il paese a prendere il nome dal cultivar o viceversa: certamente sullo stemma del paese troneggia un albero di olivo. Il nome Cellino sembra poi derivare dal greco che indicava una oliva nera.
I romani amano le olive del Salento e tutti gli autori dell’epoca da Marco Porcio Catone a Plinio, da Orazio fino a Giovenale parlano di una oliva ‘licinia’ che potrebbe essere interpretata come ‘oliva cilino’ e quindi l’attuale cellina.
Al di là della storia, oggi l’olio è famoso in tutto il mondo ed è alla base di una cucina locale ricca e saporita.

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Quest’olio si produce proprio nell’antico trappeto nell’atrio del Castello Barresi-Branciforti, centro di una rinomata produzione olearia sin dal XV secolo. Questi locali furono ristrutturati nel 1811 da Ercole Maria Branciforti, signore di Militello, in sostituzione del precedente trappeto ormai in rovina, che stava dentro il Castello. Già nel 1812, con l’abolizione della feudalità, tutte le proprietà dei signori di Militello passarono alla famiglia dei baroni Majorana della Nicchiara. Dal 1922 a oggi il trappeto è gestito dalla famiglia Insana - Di Giorgi e il Frantoio Di Giorgi, associato socio A.I.F.O. (Associazione Italiana Frantoiani Oleari), utilizza un impianto a ciclo continuo a temperatura controllata e le operazioni di oleificazione vengono sempre effettuate in modo artigianale entro e non oltre 48 ore dalla raccolta delle olive, garantendo così la qualità finale dell’olio.

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Militello in Val di Catania. Cassatellina di Militello 

La cassatellina (cassatiddina) è il più tradizionale dei dolci militellesi, la cui ricetta ha origine fra le mura del convento di Sant’Agata e per questo detta dolce “della zia monaca”. 

E' un cestino quadrato composto da un impasto a base di mandorle, marmellata di frutta, cioccolato, liquore, cannella e chiodi di garofano.

E' avvolto sui bordi da uno strato di pasta frolla rivestita di glassa bianca.

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Militello in Val di Catania. Mostarda di Fichi d'India

La Mostarda di Fichi d’India è il prodotto tipico di Militello e ha la sua massima celebrazione proprio nella Sagra della Mostarda di Fichi d'India di ottobre.

Invece del mosto di vino, è una mostarda dolce che si prepara con questi frutti tipici siciliani, cui aggiungere semola e spezie come cannella e chiodi di garofano.

Si pone il composto ancora caldo dentro delle formine o terrine di ceramica e si gusta, anche caldo, con una spolverata di cannella e granella di mandorle tostate.

Quando si raffredda, se adeguatamente conservato si può gustare anche nei mesi successivi.

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