Castelnuovo di Porto. Sagra della Polenta

L’autunno porta il desiderio di cambiare stili di cucina e subito si pensa alla polenta, per questo a Castelnuovo di Porto hanno organizzato una sagra dedicata a questo piatto che nella tradizione si gusta con le spuntature di maiale al sugo.

Una occasione per una visita guidata al centro storico e in particolare alla Rocca Colonna che ha caratterizzato tutta la vita del borgo sulla via Flaminia.

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Cassino. Sagra della Polenta e del Mais Soffiato

La Sagra della Polenta e del Mais Soffiato si svolge a Cassino in località Antridonati, nei pressi di S. Angelo in Theodice e riassume tutte le caratteristiche delle traduzioni e della storia locale.

Infatti la manifestazione unisce anche la festa dell’emigrante ed è un fine settimana dedicato al rafforzamento dei legami della collettività dove ognuno lavora per la riuscita dell’evento.

Sono previsti giochi popolari per tutte le età come la corsa con i sacchi, l’ago nel pagliaio, il palo della cuccagna e gare di ballo.

La farina viene cotta in 16 pentoloni che corrispondono a circa 40 quintali di polenta.

La domenica avviene la sfilata di carri mentre la musica dal vivo rallegra la serata.

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Rocca Massima. Sagra dei Marroni

I Marroni di Rocca Massima sono così famosi che gli hanno dedicato la Sagra dei Marroni dove si possono assaggiare preparati in diversi modi.

Dalle classiche caldarroste, ai ravioli ripieni di castagne fino a zuppe di legumi con pezzi di castagne.

Tutto accompagnato dai famosi vini della vicina Cori.

Oltre agli assaggi e alle degustazioni, il fine settimana è caratterizzato da spettacoli di sbandieratori e da musica dal vivo.

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Cori. Sagra del Prosciutto cotto al vino bianco

La Sagra del Prosciutto cotto al vino bianco è un modo diverso di celebrare i prodotti tipici del versante dei Monti Lepini che degrada verso il mare. 

Cori si festeggia il prelibato prosciutto cotto al Vino ma anche i famosi vini di eccellenza e i prodotti dolciari.

Il fine settimana è arricchito dalle esibizioni dei famosi Sbandieratori di Cori e la musica con angoli dedicati al Jazz e altri dedicati alla musica popolare.

 

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Piglio. Sagra dell’Uva Cesanese

La Sagra dell’Uva Cesanese è la festa più importante di Piglio, il cuore della produzione del famoso Cesanese del Piglio DOCG, l’unico vino rosso ad avere questo riconoscimento nella regione Lazio.

Il paese si trasforma in una festa dove in ogni angolo si trovano fraschette che distribuiscono prodotti locali e musicisti che suonano le musiche tradizionali della Ciociaria.

Nel castello basso viene allestito uno spazio informativo dedicato all’approfondimento della conoscenza del vino Cesanese e delle bellezze del territorio.

Nel castello alto si può assistere ad uno spettacolo di alta falconeria mentre guide aiuteranno a scoprire i segreti del castello e della storia di Piglio.

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Tivoli. Sagra della Pittula co lu Stennarellu

Nella zona di Villa Adriana a Tivoli le ottobrate romane si festeggiano con la Sagra della Pittula co lu Stennarellu, pasta stesa con il mattarello.

Un fine settimana dedicato alla pasta fatta in casa, le fettuccine all’uovo impastate a mano e stese con il mattarello.

Forse il piatto italiano più famoso e sicuramente uno dei simboli di Roma.

La sagra è l’occasione per trascorrere momenti si svago e sport.

Negli stand gastronomici ci saranno dimostrazioni in diretta di pasta e di preparazione della ricotta mentre la musica romana e gli stornellatori faranno vibrare l’atmosfera della sera e del pranzo della domenica.

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Lanuvio. Festival della Maza

Il Festival della Maza a Lanuvio è una festa dal sapore antico che richiama le offerte che si facevano al tempio della dea Giunone Sopita, uno dei più importanti ancora prima dell’arrivo dei Romani.

Era un tempio molto ricco e le sue rovine sono ancora visibili di fronte al museo archeologico.

Il Festival della Maza di Lanuvio riprende l’antica leggenda del serpente sacro che viveva in una grotta nel tempio.

In primavera si svolgeva il rito delle fanciulle vergini che andavano a portare delle focacce in dono al serpente.

Se questi le gradiva allora la stagione sarebbe stata propizia, se invece le rifiutava allora si procedeva a sacrificare le giovani che non erano state capaci di convincere il serpente.

La Maza era proprio il nome con cui venivano indicate focacce che potevano essere fatte con ingredienti diversi a seconda delle stagioni e dell’occasione: acqua, olio, miele, latte, farina di farro, orzo, ceci o fave.

La Maza poteva essere mangiata da sola oppure usata come il nostro pane per accompagnare altre pietanza.

Con il miele diventava anche un dolce.
 

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Capena. Vendemmiale Capena o Sagra dell'Uva

Il primo fine settimana di ottobre il centro di Capena è percorso da carri allegorici con figuranti vestiti in abiti tradizionali e musica per la sagra dell’uva detta anche Vendemmiale.

È una delle sagre più antiche e sentite del Lazio ed è dedicata sia al vino che all’uva richiamando l’antica festa della vendemmia che si faceva ogni anno a fine raccolto.

Una occasione per festeggiare in modo nuovo con degustazioni di prodotti locali e musica dal vivo.

Esperti locali guideranno alla conoscenza dei migliori vini della zona.

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