Pontecorvo. Peperone di Pontecorvo IGP

Il peperone di Pontecorvo viene menzionato la prima volta nel 1830, quando il principato di Pontecorvo ricadeva nel dominio della Santa Sede, in un opuscolo in cui si elencavano le colture orticole.

Nel 1889, con la nascita del Consorzio Agrario, la coltivazione del peperone ha avuto un notevole sviluppo fino a diventare una delle risorse principali della zona.
 

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Pico. Zuppa "Pano sotto"

Pano sotto è una tipica zuppa di pane casereccio raffermo con legumi e verdure. Questi piatti facevano parte della tradizione, quando il pane si faceva un paio di volte al mese per risparmiare legna e si riutilizzava il pane raffermo in zuppe fate con strati di pane e di legumi.

Sopra il piatto si da una spolverata di pecorino.

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Cervaro. Vino Frusinate IGP

Cervaro è nella zona di produzione del vino «Frusinate» IGP – Indicazione Geografica Protetta.
La coltivazione della vite nell’area del Frusinate ha origini antichissime ed è precedente al periodo romano. L’ideale linea di congiunzione fra la viticoltura etrusca e quella greca è ben visibile nella parte centrale della provincia di Frosinone. Il suo sviluppo si è però avuto grazie ai monaci e alla fitta rete di abbazie e piccoli monasteri benedettini sparsi sul territorio.

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Buffalo mozzarella
Ceprano. Mozzarella di Bufala Campana DOP

Il termine Mozzarella deriva da “mozzare”, ossia il taglio manuale della pasta filata effettuato con indice e pollice.
Già nel XII secolo i monaci del Monastero di San Lorenzo in Capua offrivano una “mozza o provatura” con un pezzo di pane ai pellegrini che si recavano in processione in quella Chiesa. Ma il termine “mozzarella” appare per la prima volta nel XVI secolo (1570) in un testo di cucina di Bartolomeo Scappi, cuoco della corte papale.
A fine Ottocento ad Aversa si forma la famosa “Taverna”, un particolare mercato all’ingrosso delle mozzarelle e delle ricotte di bufala, una sorta di ‘borsa merci’.
Le origini della mozzarella di bufala sono legate all’introduzione di questi animali in Italia intorno al 1000 da parte dei re Normanni in Sicilia.

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Castelnuovo Parano. Le ‘spaccatelle’

A Castelnuovo Parano: Le  ‘spaccatelle’ sono un antipasto di olive verdi. Le olive vengono schiacciate con una pietra senza togliere il nocciolo. Poi vengono messe in acqua per venti giorni cambiando l’acqua ogni giorno. Dopo venti giorni sono pronte e vengono condite con sale, olio, prezzemolo, aglio e origano e messe in barattoli di vetro.
 

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Castelliri. Tallo

Il tallo è il germoglio dell’aglio (chiamato Cazzarieglie in dialetto) e viene messo sott’olio o trasformato in crema. Viene utilizzato in diverse ricette locali di Castelliri.
Talli e Fave
 E’ un preparato usato per accompagnare un piatto di carne. Un contorno saporito e nutriente a base di talli, fave, cipolle, olio e peperoncino.
 

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Castelliri. Aglio Rosso

Fontechiari di Castelliri è zona di produzione dell'Aglio Rosso IGP, nato da un incrocio fra l’aglio bianco e quello rosa. Dopo la raccolta le piante vengono lasciate ad asciugare nel terreno per 4-5 giorni e poi vengono unite in trecce secondo un metodo tradizionale.

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