Vicovaro. Ciambelle anice

Le famose ciambelle all’anice sono fatte con impasto di farina di grano tenero, vino bianco, olio d’oliva, anice e sale. Queste ciambelle hanno una lunga tradizione e la loro ricetta viene tramandata da generazioni.
 

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Velletri. Vino Velletri DOC

Il «Velletri» è citato da Livio ed era famoso fra i romani. Gli statuti del comune di Velletri (fine 1400) contengono numerosi Capitoli sul processo produttivo del vino, dalla coltivazione della vite fino alla produzione fino e la sua conservazione.
Il Borgia racconta che San Francesco passando nel 1222 per Velletri fece il miracolo di liberare le vigne da vermi (chiamati Magnacozze) che stavano distruggendo le piante.
 
 

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Trota Fario Mediterranea fto Legamniente
Trota Fario Mediterranea

Oltre alle esperienze delle camminate lungo i sentieri religiosi o quelli che un tempo erano i percorsi della transumanza fra le montagne abruzzesi e le pianure laziali, a Vallepietra si può praticare la pesca sportiva lungo il fiume Simbrivio.

Nei vivai lungo il fiume Simbrivio si pescano alcune eccellenze come le trote fario mediterranea che qui hanno trovato un habitat ottimale grazie alla temperatura e alla limpidezza delle acque di montagna.

Si possono trovare anche gamberi di acqua dolce che tradizionalmente venivano utilizzati per condire i famosi gnocchi di Vallepietra.

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Fagiolo Ciavattone
Fagiolo Ciavattone

Grazie ad un particolare microclima e alle fresche acque sorgive del fiume Simbrivio, a Vallepietra da sempre si coltiva una qualità di fagioli particolare, il fagiolone ciavattone di Vallepietra.

La coltivazione era stata abbandonata a favore di specie con una maggiore produzione, ma grazie al Presidio Slow Food si è tornati a produrre questo particolarissimo fagiolo.

Viene piantato all’inizio della primavera (aprile o maggio) e raccolto a settembre, giusto in tempo per la sagra dedicata a questo fagiolo.

Il fagiolo ha un classico colore bianco ed ha grandi dimensioni da cui deriva il nome ‘fagiolone’. Il suo particolare sapore e l’alta digeribilità della sua buccia lo rendono particolarmente adatto ad essere lessato e servito in insalate con olio EVO e pepe, ed eventualmente accompagnate da sedano e carota.

Al fagiolo viene dedicata una sagra ogni anno.

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Mais Agostinella foto Parco Monti Sembruini
Mais Agostinella

La polenta ha rappresentato da sempre uno dei prodotti alla base dell’alimentazione delle persone di montagna e in ogni zona si coltivata un particolare granturco che si era meglio adattato alle condizioni del microclima locale.

A Vallepietra nei secoli si era selezionato il mais agostinella, oggi iscritto al registro regionale delle risorse genetiche a rischio di erosione. La pannocchia ha un classico colore aranciato ed è più piccola di quelle che normalmente si trovano nelle zone di pianura. Per questo la coltivazione di questo mais era stata abbandonata insieme allo spopolamento del paese.

Grazie a Slow Food e alle politiche del parco regionale dei Monti Simbruini, si è tornati a piantare questo mais in rotazione con le patate, il fagiolo o la verza.

Con la farina del mais agostinella viene preparata la tipica polenta di Vallepietra a cui è dedicata una sagra in autunno.

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Trevignano Romano. Il Coregone

Il coregone è un pesce del lago di Bracciano dalle carni saporite e ricercate.
Viene cotto fritto o alla brace. Una ricetta tradizionale è quella del pesce marinato: filetti di pesce misto (coregone, tinca, anguilla, luccio e lattarino) vengono fritti e conservati in acqua e aceto con l’aggiunta di odori vari come limone, aglio, rosmarino e salvia.

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Polenta con le “ciammaruche”
 Polenta con le “ciammaruche”

Il piatto tipico di Saracinesco è la polenta ricoperta con un sugo di lumache al pomodoro. Le lumache si trovano disponibili nei prati in alcuni periodi dell’anno e vanno fatte ‘spurgare’ per qualche giorno. Solo allora sono pronte per essere cotte con un sugo a base di pomodoro.

La polenta è un tipico piatto autunnale ed invernale a cui viene dedicata una sagra durante il mese di settembre con degustazioni all’aperto in piazza e lungo le vie del centro storico.

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Sant'Angelo Romano. Ciliegie

La zona ad est di Roma compresa nell’area attorno a Palombara Sabina è famosa per le qualità delle sue ciliegie che sono della varietà detta Ravenna. A parte la bellezza della fioritura degli alberi in primavera che crea un paesaggio unico, le ciliegie sono famose sin dal medioevo, quanto vennero regalate per la prima volta a papa Onorio IV. 

Da quell’episodio, le ciliegie hanno preso il nome locale di cerase del Papa.

Le ciliegie sono di grandi dimensioni, hanno un colore rosa e un gusto molto dolce. A Sant’Angelo Romano vengono celebrate con la famosa sagra delle cerase a fine maggio.

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