Cellino San Marco. Faveneddhe e Cicureddhre - Purè di fave e cicoria

Il purè di fave con la cicoria o con verdure selvatiche di stagione è uno dei piatti tipici di Cellino San Marco e del Salento. Viene dalla tradizione contadina e si usava in vari periodi dell’anno grazie al fatto che le fave venivano raccolte ed essiccate per essere conservate a lungo, mentre la cicoria veniva raccolta nei campi.
Le fave sono dei legumi che fanno parte della tradizione culinaria del Mediterraneo e si dice che fosse uno dei piatti preferiti da Ercole. Anche i romani apprezzavano molto le fave e si dice che il nome della potente Gens Fabia derivi proprio da questo legume. Hanno sfamato per generazioni le popolazioni locali grazie al loro gusto, al contenuto proteico e al valore nutritivo.

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Cellino San Marco. Pizzicarieddhri o Ricchitelle o Orecchiette Maritate

Le orecchiette oggi forse uno dei simboli dalla Puglia e si sono diffuse sin dal XII secolo a partire da Bari durante il periodo Normanno-Svevo. Sono una tipica pasta dalla forma ad ‘orecchio’ grazie al modo in cui vengono preparate schiacciando la pasta con il dito pollice.
Il piatto più famoso è sicuramente quello delle orecchiette condite con le cime di rapa ma si possono trovare condite in moti modi.
A Cellino San Marco le Orecchiette Maritate sono quelle preparate con le polpette al sugo e che vengono servite con tre polpette nel piatto. Tutto viene poi spolverato da formaggio locale cacio-ricotta.

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Cellino San Marco. Gnemmarieddhri o turcinielddhri o Involtini di Fegato di Agnello

Uno dei piatti tipici del Salento sono gli involtini di agnello che vengono chiamati Gnemmarieddhri o anche Turcinielddhri nella zona di Brindisi.
Gli involtini hanno piccole dimensioni e sono fatti a base di fegato o di altre interiora di agnello che vengono tenute insieme da un pezzo di trippa e poi arrotolati (gnumeredde significa proprio gomitolo). Gli involtini vengono poi insaporiti con alloro o altre spezie in funzione del singolo paese e vengono cotti alla brace.

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Scafata
Scafata

La ‘scafata’ è uno dei piatti tipici di Tivoli e ha una origine contadina legata alla semplicità e all’utilizzo dei prodotti locali come: fave, piselli, carciofi, patate, cipollotto e aglio.

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Il baccalà è uno dei piatti della tradizione della cucina romana, ma questa particolare ricetta è una variante con patate che prende il nome di “Baccalà alla Pirocca” dal cognome del suo ideatore di Albano Laziale.
Il pesce si cuoce a fuoco lento, preferibilmente in un forno a legna, insieme ad un soffritto di aglio, cipolla e peperoncino. A metà cottura si aggiungono poi le patate. E’ ideale da gustare con un buon bicchiere di vino bianco dei Castelli Romani.

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La cucina di Albano Laziale ha uno stretto legame con quella della città eterna, e molti dei suoi piatti tipici vengono dalla cucina tipica romana. Fra le specialità da gustare nelle trattorie e nei ristoranti di Albano non possono mancare alcuni piatti caratteristici e per antipasto oltre agli affettati e al formaggio pecorino, viene spesso servita la Trippa alla Romana con la mentuccia e la Coratella, un piatto a base di interiora di agnello.
Come primo si possono gustare i famosi gnocchi di patate con sugo di pomodoro e basilico e le fettuccine, una pasta fatta a mano con farina e uova e condita in vari modi a seconda della stagione.
Fra i secondi dobbiamo menzionare la Coda alla Vaccinara e l’Abbacchio al Forno, sono due specialità molto apprezzate e perfezionate qui ad Albano. Tutti i piatti si gustano con condimenti tipici come quelli a base di Broccoli Capoccione o di carciofi cotti alla Giudia, alla Matticella o tagliati in padella.
Non può poi mancare la famosa Porchetta di Ariccia DOP che prende il nome dalla famosa città confinante con il regno dei principi Chigi.

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