È il dolce tipico pasquale di Colle San Magno e della Ciociaria e sembra una sorta di panettone fatto lievitare con un impasto pieno di uvetta, cannella, anice, vaniglia e profumato con canditi all’arancia e al limone e un accenno di liquore.
La sua preparazione è alquanto complessa e richiede molte ore di preparazione e per questo era usato per celebrare feste importanti come la Pasqua.

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La cucina tradizionale era povera ma gustosa ed ha molti tratti comuni a tutta la Ciociaria come la una zuppa di pane e verdura o la pizza fritta. La frionza cambia gli ingredienti a seconda della stagione e della disponibilità di verdure di campo.

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Crema di fagioli Regina di Marano Equo con pancetta
Crema di fagioli Regina di Marano Equo con pancetta

Uno dei piatti tradizionali di Marano Equo è la crema di fagioli che viene fatta utilizzando i fagioli Regina che crescono localmente nelle ‘marane’, la zona delle sorgenti.

Per fare la crema si usano fagioli, carota, cipolla, sedano, alloro, prezzemolo e della pancetta tagliata a fette.

Per prima cosa si fanno bollire i fagioli insieme a tutte le verdure e quando il fagiolo è cotto si frulla tutto aggiungendo olio, sale e pepe. Sopra il piatto si stendono poi le fette di pancetta precedentemente rosolate.

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Cineto Romano. Sagne al Farro

Uno dei piatti tipici di Cineto Romano sono le sagne al farro, una specie di fettuccine realizzate con farina di farro dei Monti Lucretili.

Il farro è stato uno dei cereali alla base dell’alimentazione dell’antica Roma e veniva usato per preparare pane e polente. Serviva per l’esercito ma era le focaccine di farro non potevano mancare nella celebrazione dei matrimoni.

Il farro è poi stato soppiantato dalle coltivazioni di grano tenero, ma la tradizione è rimasta a Cineto Romano, forse per la sua storia fortemente legata a quella degli Equi e degli antichi Romani.

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L’anguilla è il tipico pesce di lago che nella tradizione veniva mangiato durante le feste di Natale e la Vernaccia è un vino tipico.
Dopo esser stato pulito e tagliato, il pesce viene messo a soffriggere con olio, aglio, rosmarino, salvia, peperoncino e sale. Una volta dorato, si aggiunge la vernaccia fino a che questa non evapora tutta.
Una particolare menzione delle “l'anguille di Bolsena e la vernaccia” è nel Purgatorio della divina commedia di Dante, nel canto XXIV 20-24.

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Il latterino è un piccolo pesce d'acqua dolce e marina molto diffuso nel Lago di Bolsena.

Nella tradizione spesso i latterini venivano mangiati subito dai pescatori appena tornati dalla pesca.

Venivano infilzati in spiedini e messi ad arrostire spalmandoli con olio e sale direttamente sulle rive sul fuoco che accendevano per scaldarsi.

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La minestra di tinca è un vero brodo da mangiare con tagliolini o altra pasta fatta in casa. La ricetta inizia con un tradizionale soffritto di olio, cipolla, carota, sedano, prezzemolo, uno spicchio di aglio, sale e pepe. Si passa il pesce pulito per alcuni minuti e poi si aggiunge acqua e passato di pomodoro.

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La Sbroscia è una tipica zuppa di pesce del lago di Bolsena. La sua preparazione è relativamente semplice e in un tegame di terracotta viene messa a bollire dell’acqua a cui si aggiunge pesce di varie specie tagliato a tranci con aglio, olio, cipolla peperoncino patate ed erbe aromatiche come mentuccia e vino bianco. Si possono aggiungere anche patate e pomodoro.
La zuppa viene poi servita su un letto di pane abbrustolito.

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